Di Capannari Michele

Si è svolto lo scorso 06 Giugno nel comune di Pitigliano il III Convegno di Medicine Integrate. La Toscana, prima regione ad introdurre queste medicine nelle strutture pubbliche, è una regione che presenta svariate realtà dove già da tempo c’è esempio di integrazione tra la Medicina classica e le Medicine “complementari”. Negli ultimi anni molte altre regioni come la Lombardia, l’Alto Adige ed il Lazio hanno iniziato a svolgere a pieno regime tali attività. Quello che segue è un report presentato dalla Dr.ssa Simonetta Bernardini responsabile del progetto centro di Medicina Integrata dell’Ospedale di Pitigliano.

In un’analisi di 1600 campioni comunicata dalla Usl di Pitigliano emergono chiari segnali dalla popolazione. Risulta infatti che il 61% degli interrogati vorrebbero essere informati dell’esistenza delle Medicine non convenzionali dal proprio medico di famiglia ma effettivamente solo l’8% del totale è stato informato di queste possibilità di cura dal proprio medico. Ben l’82% del campione invece ne è venuto a conoscenza delle Medicine Integrate tramite il passaparola, il 10% dai mezzi di comunicazione, lo 0,3% dal farmacista.

Ciò significa che il paziente si trova in bilico tra il medico di famiglia e le Medicine Integrate.

Tra i medici di famiglia il 20% risulta favorevole all’utilizzo di queste medicine, il 5% contrario, il 50% preferisce non rispondere ed il 25% non ne è a conoscenza. Questi dati provenienti da un comune dove già da anni sono state integrate a livello sanitario pubblico tali medicine, fanno pensare che in altre realtà dove questo non è ancora accaduto le percentuali sono drasticamente più basse.

Eppure la percentuale di soddisfazione degli utenti che hanno beneficiato di questo tipo di cure  e che afferma di stare meglio è del 97,4% mentre il 2,6% dice di essere rimasto indifferente e non c’è nessuno che si è lamentato di stare peggio. Interessante anche notare che tra gli utenti del distretto sanitario il 50% risultano avere più di 50 anni di età.

A Grosseto invece, al Misericordia, Ospedale specializzato di Oncologia, su un campione di 100 utenti solo il 36,7% conosce le Medicine Complementari ed il 72,4% non sà che tali cure possono essere usate in Oncologia. Il 40% del totale vorrebbe maggiori informazioni.

Dati importanti quindi che fanno emergere il bisogno di informare la popolazione dell’esistenza di tali cure e di come esse siano state a fondo studiate ed utilizzate in ambito medico con innumerevoli risultati positivi. Uno stimolo a tutte le realtà in cui ancora c’è discriminazione di accesso alle cure.

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