Scritto da: Ossidiana

“L’obbligo è legittimo nel contesto attuale”. Così la Corte Costituzionale licenzia la legge Lorenzin, lasciando di fatto un vuoto nella domanda di costituzionalità avanzata dalla Regione Veneto e dalle associazioni che ad essa si sono affiancate nel ricorso.
Senza entrare nel merito dei principi che hanno dettato la decretazione d’urgenza ed impedito la discussione in parlamento, la Corte ha sostanzialmente rifiutato di valutare la illegittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale, dichiarando infondate tutte le questioni poste in merito e limitandosi a sancire la congruità costituzionale della legge in ragione delle motivazioni che sono state poste alla base del decreto stesso.
A nulla è valsa la copiosa produzione di dati scientifici, medici e legali fornita dalle Associazioni, la norma avrebbe già subito una regolata in fase di conversione in legge con la riduzione delle sanzioni e questo, unitamente al fatto che la mancata vaccinazione non comporta l’esclusione dalla scuola dell’obbligo del minore, dovrebbe bastare…
Ma non basta!
E se anche per la Corte l’obbligo è legittimo nel contesto attuale, ciò non vuol dire che LA LEGGE sia COSTITUZIONALE, la decisione presa serve evidentemente ad evitare il tracollo economico degli esorbitanti investimenti stanziati a sostegno della copertura vaccinale preventivata.
La libertà è un principio ineludibile e dai genitori che dalla piazza ieri hanno atteso a lungo ed invano un segnale positivo da parte del tribunale più imponente del paese, non un passo indietro nel prosieguo della battaglia.
La questione di costituzionalità della legge, infatti, potrà essere nuovamente sollevata davanti al Giudice, durante i futuri ricorsi e a quel punto non potrà esserci alcuna questione di incompetenza giurisdizionale ad inibire la valutazione della violazione dei diritti costituzionali.

 

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