Finalmente un punto.

Il Garante della Privacy con una lettera del 20 ottobre 2017 indirizzata alle Regioni (i link sono diversi, la lettera è la stessa) Toscana, Veneto ed Emilia Romagna (che avevano legittimamente chiesto autorizzazione al trattamento dei dati dei minori, a conferma dell’illegittimo disposto normativo della L. 119/2017), nega alle ASL il consenso a trasmettere alle Scuole l’elenco dei bambini in regola e di quelli non in regola con gli adempimenti vaccinali: “Sono dati sanitari sensibili e non possono essere trasmessi!”. Con buona pace dei Dirigenti Scolastici in legittima ansia per l’evidente pastrocchio normativo.

 

 

Le ASL potranno indicare tali dati alle Scuole solo a seguito di eventuali e complesse procedure pubbliche regolamentate dal Codice della Privacy, dietro autorizzazione specifica del Garante e, sempre e solo, dopo che gli istituti Scolastici avranno predisposto la procedura telematica digitale di legge, a mezzo della quale adempiere a tutte le procedure di legge atte alla ricezione, archiviazione, trattamento, gestione, blindatura, trasmissione, con metodi anche criptati, e distruzione del dato sensibile sanitario entro 30 giorni, al fine ultimo e primario di evitare assolutamente che persone non autorizzate ne vengano, anche accidentalmente, a conoscenza.

Insomma, se non fosse ancora chiaro a sufficienza, i Dirigenti Scolastici non a norma col Codice della Privacy (ad oggi, tutti) non possono nemmeno leggere o aprire le buste contenenti i dati sensibili sanitari dei minori. Figuriamoci trasmetterli alle ASL. Da oggi, finalmente, sappiamo che non possono nemmeno riceverli dalle ASL, qualora qualcuna di queste si ostinerà a trasmetterli illegittimamente alle Scuole.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Per favore, inserisci qui il tuo nome