Nell’integrazione di vitamina D potrebbe esservi una chiave per la cura precoce dei disturbi autistici: e’ la speranza che si intravede nel caso clinico di un bambino di meno di tre anni di vita, ‘curato’ somministrandogli la vitamina. In un lavoro pubblicato sulla rivista Pediatrics, infatti, e’ riportato che i sintomi principali di questa malattia sono scomparsi nel bimbo ristabilendo un corretto apporto di questa vitamina al suo organismo. Lo studio e’ stato svolto in Olanda presso gli atenei di Utrecht e Nijmegen. La vitamina D, in particolare la piu’ importante di questo complesso vitaminico che e’ la D3 – anche detta ‘colicalciferolo’, ha funzioni fondamentali per l’organismo, non solo per ossa e muscoli, ma anche per il cervello. Ridotte concentrazioni di vitamina D3, non a caso, potrebbero essere ricondotte a cervello di dimensioni e forma anomale, con anomalie molto simili a quelle tipicamente osservate proprio nel cervello dei pazienti autistici. Peraltro precedenti studi hanno dimostrato un rischio elevato di carenza di questa vitamina nei bimbi autistici. Viceversa, alte concentrazioni di vitamina D potrebbero ridurre il rischio di autismo. E’ stato dunque suggerito che una carenza importante di vitamina D potrebbe causare sintomi di autismo. In questo report e’ presentato il caso clinico di un bimbo di 32 mesi con disturbo autistico e carenza di vitamina D3. I suoi principali sintomi di autismo sono migliorati in maniera significativa dopo una cura a base di integratori di vitamina D3. ”Questo caso – scrivono su Pediatrics gli autori sul lavoro – suggerisce che la vitamina D3 potrebbe giocare un ruolo importante nell’eziologia (le cause) dell’autismo, e mette l’accento sull’importanza della valutazione clinica di eventuale carenza di vitamina D3 e sulla necessita’ di un intervento immediato per reintegrarla in caso si documenti una carenza in un bambino autistico”. (F.F.)

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