Avevamo accennato qui che gli esami anticorpali vengono regolarmente prescritti GRATUITAMENTE ai migranti (!!) e ai tirocinanti degli ospedali (numerosi medici e dirigenti ASL riferiscono che fanno fatica a capire il motivo per cui devono prescriverli gratis ai migranti. Ma così i loro superiori dicono al telefono di fare e così fanno).

Ai nostri figli, però, continuano ad essere negati. Pediatri e medici si rifiutano di prescriverli gratuitamente dicendoci che, se proprio li vogliamo fare, li dobbiamo fare a pagamento. Ma quanto costano?

  • Esami anticorpali di 10 vaccinazioni obbligatorie: fino 250 euro.
  • Esami allergolologici, immunitari e genetici varii: fino a 4000 euro.

Scende pure in campo la FIMP –  un’associazione di pediatri che nel solo 2015 ha intascato 94 mila euro dai produttori di vaccini Glaxo e Pfizer (come rivelato dai giornalisti TV della trasmissione La Gabbia Open di La 7 del 31/05/2017, al minuto 54′ https://www.youtube.com/watch?v=H7tEsrMPDZQ) – con una comunicazione interna ai propri pediatri iscritti che fa raggelare il sangue nelle vene per parzialità ed imprecisione e che, perciò, ci asteniamo di commentare (soprattutto perchè tali informazioni sono rivolte non ad ignari bambini ma a medici perfettamente in grado di verificarle e smentirle).

L’obiettivo di questo ennesimo articolo è ribadire con forza che gli esami prevaccinali gratuiti sono un nostro dovere e diritto di legge.

L’art. 1 c. 2 della Legge 119/2017 prescrive l’esonero dalle vaccinazioni obbligatorie in caso di immunità naturale comprovata dagli esiti dell’analisi sierologica.

Quindi, la faccenda è chiarissima. Lampante. Lapalissiana. Lo Stato ci obbliga a fare 10 vaccinazioni gratuitamente ma ci esonera, nel contempo, altrettanto gratuitamente, nel caso fossimo già immuni.

E invece no. Secondo gli scienziati, che redigono con viva e vibrante logorroicità circolari e letterine in contrasto con la legge, i vaccini sono gratuiti, gli esami a pagamento.

A validare l’ovvia gratuità degli esami che, in caso di immunità naturale (e ne conosciamo e ne stanno venendo fuori a migliaia), esonererebbero i nostri figli dalle rispettive vaccinazioni, interviene anche l’art. 1 c. 4 lett. b) del D.Lgs. 124/1998 che cita espressamente l’esenzione dal ticket sanitario per le prestazioni volte alla tutela della salute collettiva. Ma, anche qui, i succitati filantropi non ritengono questione di salute collettiva imporre il più grande trattamento sanitario obbligatorio di massa che la storia ricordi (9 milioni di bambini e ragazzi italiani) senza preventivamente verificare:

  1. se il bambino, del trattamento sanitario, non ne ha bisogno perchè già protetto (e, ripeto, ne stiamo verificando a migliaia)
  2. le relative controindicazioni, ossìa eventuali immunizzazioni naturali, allergie o predisposizioni genetiche o immunitarie (e non quelle linee guida ministeriali che sconsigliano la vaccinazione solo se si è in imminente punto di morte, non sconsigliandole nemmeno ai malati di cancro sotto chemioterapia!).

 

In soccorso alla gratuità degli esami prevaccinali interviene ancor più limpidamente il punto 5 del D.M. 1 febbraio 1991:

Sono esenti dal pagamento delle quote di partecipazione alla spesa sanitaria le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio, e le altre
prestazioni specialistiche richieste nell’ambito di interventi e campagne di
prevenzione collettiva autorizzati con atti formali delle regioni. Le predette
prestazioni sono parimenti esenti quando derivino da obblighi di legge o siano disposte nel prevalente interesse della collettività”.

Qui, gli scienziati, fanno finta di non sapere. Non si pronunciano. E come potrebbero, d’altronde.

Anche il D.M. 17 marzo 2008 conferma nelle allegate tabelle il codice di esenzione del ticket sanitario P03 per le prestazioni correlate alla pratica vaccinale obbligatoria. Medici e pediatri che dicono ai genitori di fare gli esami a pagamento (4250 euro!), interrogati su cosa siano, allora, tali prestazioni, si rifugiano nei “non so” e nei “non conosco questo decreto, conosco solo la circolare e a quella mi devo attenere“. Ti devi attenere alla circolare e al decreto no??? Gli avvocati inorridiscono, sapendo (come la maggior parte dei genitori italiani) che le circolari non hanno alcun valore giuridico legale. I magistrati preferiscono non commentare. I medici coscienziosi, vanno a vomitare. Ma di nascosto, sennò li potrebbero radiare per vomito ribelle.

Ci hanno segnalato, infine, che la Regione Marche, come se non bastassero le succitate norme nazionali, ha addirittura recepito il D.M. 17 marzo 2008 con la Delibera di Giunta Regionale N. 1075 del 30/07/2008, ribadendo il codice di esenzione ticket P03 per prestazioni correlate alla pratica vaccinale obbligatoria.

Quindi, ricapitolando:

  1. art. 1 c. 2 della Legge 119/2017
  2. punto 5 del D.M. 1 febbraio 1991
  3. art. 1 c. 4 lett. b) del D.Lgs. 124/1998
  4. D.M. 17 marzo 2008
  5. Delibera di Giunta Regionale N. 1075 del 30/07/2008 (solo per la Regione Marche; segnalateci altre eventuali norme regionali che aggiorneremo l’articolo).

A fronte, dunque, di 4 norme nazionali (e una regionale per i soli marchigiani) i nostri medici e pediatri si rifiutano di prescrivere esami gratuiti sulla base di una o più circolari ministeriali o regionali.

Capiamo, quindi, i numerosi genitori costretti a denunciarli penalmente per non spendere 4250 euro di esami prevaccinali. E davanti ai reati non c’è assicurazione medica che tenga.

 

 

 

 

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