La nostra redazione ha ricevuto la testimonianza di questa mamma che con coraggio e consapevolezza ci racconta la sua storia, una storia simile a tante altre purtroppo, storie che la legge 119/17 sta portando a galla.

Storie sopite, messe in un cassetto, forse per cercare di dimenticare.

Storie che oggi, con questa legge che incombe sui bambini, tornano a galla prepotenti e risvegliano il dolore e lo strazio di questi genitori che, purtroppo, non hanno un ragionevole dubbio, ma una certezza, dovuta all’esperienza che hanno vissuto.

Tante, troppe storie tutte uguali che noi vogliamo portare alla luce per testimoniare il lato oscuro dei vaccini.

Ciò che i medici spesso negano: i danni da vaccino.

Danni che, purtroppo, quando non portano a gravi problemi di salute, di cui si fanno carico totalmente la famiglia, possono portare alla morte.

Ci stringiamo con affetto a queste famiglie che oltre al danno devono anche subire la beffa, obbligati magari a dover vaccinare i fratellini di bambini deceduti o a vaccinare di nuovo bambini che hanno già un danno da vaccino non riconosciuto.

Diamo spazio alle parole di questa mamma nella speranza che queste testimonianze aprano gli occhi alle persone che attualmente non hanno ancora maturato neanche il ragionevole dubbio.

“Mia figlia, nata prematura ma senza problemi, è stata vaccinata all’età di tre mesi. Aveva un lieve raffreddore ma quando lo dissi al medico vaccinatore mi rispose… “signora se non vaccinassimo i bambini con un po’ di raffreddore finiremmo per non vaccinare nessuno!”
Dopo tre giorni dal vaccino Camilla era ricoverata in terapia intensiva per meningite da pneumococco, messa in coma farmacologico, operata dopo un mese per idrocefalia.
Alle dimissioni dall’ospedale le patologie diagnosticate erano: sindrome di West progressiva farmaco resistente, insufficienza respiratoria, tetraparesi, nistagmo, ptosi.
Quando provai a chiedere alla pediatra se il vaccino poteva essere stato la causa, lei urlando mi rispose che non ne voleva sapere nulla e non si sarebbe fatta coinvolgere dato che già era presa di mira visto che i suoi pazienti avevano una bassa copertura sui vaccini facoltativi!
Disperati per la situazione di mia figlia la portammo da quello che era considerato il massimo luminare, il primario di neuropsichiatria oltre​ che docente di neuropsichiatria all’Università; lui, vista tutta la documentazione, ci disse che una meningite da pneumococco non poteva aver fatto tutti quei danni; gli dicemmo che aveva fatto il vaccino e lui sospirando abbassò gli occhi.
A questo punto avevamo capito e decidemmo di rivolgerci al Ministero della Difesa per avere il riconoscimento del danno; il giorno della convocazione ci accolse un medico militare che ci disse, chiaramente in privato, che era ovvio che era stato un danno da vaccino ma non ci sarebbe mai stato riconosciuto.
A questo punto abbiamo deciso di abbandonare, nostra figlia aveva bisogno di tutte le nostre energie data la situazione drammatica in cui si trovava e noi volevamo raggiungere finalmente un po’ di tranquillità.
Camilla è stata un angelo, ci ha portato un messaggio di amore infinito e non volevamo nutrire la rabbia che era in noi ma l’amore che lei ci portava.
Mia figlia è morta quando aveva quasi otto anni e da allora in poi abbiamo voluto ricordarla per la bellissima, seppur tragica, esperienza che ci ha permesso di fare.
Adesso però abbiamo rivissuto tutta la rabbia per quel che le hanno fatto, per la falsità e la mancanza di qualsiasi morale che ci hanno dimostrato.
Ho scoperto solo ora di poter fare segnalazione alla farmacovigilanza, neanche quella era mai stata fatta dai medici!
Quindi credere ai medici vuol dire che qualsiasi statistica è volutamente falsa, il loro interesse non è stato cercar di curare mia figlia, né fare in modo che ad altri bambini succedesse lo stesso.
Io non ho alcun ragionevole dubbio, solo la certezza che nessuno che sia sotto la mia responsabilità verrà mai vaccinato!”

Riposa in pace piccolo angelo e speriamo che le storie terribili come la tua possano presto essere prese in considerazione per la salvaguardia di tanti altri bambini.

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