Dopo i 10 casi di Bassano del Grappa, in provincia di Treviso, dopo il caso del bambino di Garbagnate (Milano) e di quello della provincia di Como, arrivano alla Redazione di Liberascelta.eu altre testimonianze in cui i Dirigenti Scolastici si sono resi protagonisti di almeno tre violazioni del Codice Penale.


Prima della triste carrellata delle esperienze dei nostri lettori, vi rendiamo noto che oggi, nei pressi della Scuola da noi segnalata ieri nel Comasco ed in seguito ad una azione formale della mamma che abbiamo intervistato, girava una pattuglia dei Carabinieri. Faceva un giro di controllo, senza fermarsi, ma tanto è bastato per mettere in allarme alcune insegnanti palesemente preoccupate.


Intanto nella scuola Rodari di Corso Benedetto Croce a Torino è  stata incaricata la bidella (!!!) a ritirare i moduli delle vaccinazioni, direttamente dalla sua guardiola. La Privacy non è stata neanche da lontano presa in considerazione in questo Istituto.


In una scuola parrocchiale in provincia di Milano una mamma, con figlia in braccio, viene fermata all’ingresso e accompagnata in segreteria, dalla Direttrice stessa, come se fosse una persona pericolosa, per ricevere una sorta di intimidazione. Infatti, dopo aver accuratamente chiuso porte e finestre, la Dirigente dichiara: “Ieri hanno spaventato me, oggi io spavento lei (!!!): sua figlia non posso tenerla. Non ho documenti ufficiali da trasmetterle perché questo spetta al nostro avvocato, ma la bambina non entra!“.

Questa mamma aveva regolarmente inviato alla ASL di competenza una richiesta di colloquio per valutare come comportarsi in vista del nuovo obbligo vaccinale. Un atteggiamento conforme all’orientamento di alcune associazioni a difesa della libertà di scelta vaccinale ed indubbiamente auspicabile da parte di un genitore che si preoccupi seriamente della salute del proprio foglio. Rimane il fatto che la sua richiesta l’ha fatta, ma questa Dirigente pretende la prenotazione della vaccinazione (e non del colloquio ad essa propedeutico) esattamente conforme alla modulistica di cui alle circolari governative (dimenticandosi che: le circolari non sono leggi e che la predisposizione della modulistica è un obbligo per la Pubblica Amministrazione ma non il loro utilizzo per gli utenti). La mamma si è rivolta ai Carabinieri, ma non ha ottenuto l’effetto sperato, anzi ha aumentato il senso di smarrimento della propria figlia. Quanto meno, chiamare i carabinieri è servito a dar traccia di tutto per la successiva denuncia penale ed amministrativa.


Da Trapani ci raccontano che il primo giorno di scuola è stato tranquillo. Il secondo, invece, è stato più rocambolesco. All’ingresso in aula un operatore scolastico chiede, verbalmente, ai genitori se i bambini sono in regola con le vaccinazioni (!!!). La mamma in questione risponde che la propria figlia è parzialmente vaccinata. Viene subito redarguita che DEVE recarsi immediatamente in segreteria e firmare una autocertificazione, se desidera che la propria figlia continui a frequentare. L’insegnante si dichiara “dalla parte” della mamma, infatti hanno ricevuto quel giorno stesso una circolare che obbliga alla vaccinazione anche gli insegnanti e questa maestra si scandalizza all’idea, perché “a 50 anni oramai a cosa serve? Forse ad arrivare prima dall’altra parte?“. Con questo vero o finto cameratismo cerca di ammorbidire la reazione della mamma che, invece, va nella direzione piuttosto decisa a far valere il diritto all’istruzione della propria bambina sancito dall’Art. 34 della Costituzione. Invece, con e davanti la bimba, viene rimbalzata con noncuranza fra diversi uffici e aule e si ritrova pure a battibeccare con un docente che come ultima argomentazione per convincere la mamma a firmare una autocertificazione fa notare che questa bimba è l’unica a non essere in regola… La mamma, basita e amareggiata, tornerà domani in Istituto per cercare di parlare con il Dirigente, ma per non traumatizzare ulteriormente la figlia, la affiderà a qualcuno a pagamento.


Nel torinese sembra pratica comune fare una sorta di appello all’ingresso del proprio Istituto: foglio alla mano, le insegnanti annunciano chi può entrare e chi no. Il tutto davanti a bambini incapaci di capire e genitori lesi nella loro dignità e libertà.


In un paesino in provincia di Milano un Dirigente, forse volendo evitare di incontrare genitori preoccupati e decisi che danno filo da torcere, ha fatto distribuire in tutte le classi delle proprie scuole una circolare interna in cui invita i genitori a consegnare i documenti comprovanti lo stato vaccinale dei bambini alle insegnanti o ai coordinatori a seconda che siano alunni della Scuola Primaria o della Scuola Secondaria.  Anche in questo caso la privacy sembrerebbe un optional di cui ricordarsi solo quando si portano i ragazzi in gita.


Un’altra testimonianza. “Cosa succede nella mia scuola? Buonasera, il giorno del primo collegio docenti, il 4 settembre, la Dirigente del II Circolo Didattico dice alle docenti dell’Infanzia che non dovranno far entrare a scuola i bambini non in regola. A noi della Primaria dice che a fine settembre dovremmo recarci in segreteria per fare una lista degli inadempienti. In altra riunione una docente riferisce che la dirigente chiede a noi di ritirare i documenti vaccinali. Io faccio presente che non è una richiesta a norma di legge e che contatterò il sindacato. Viene messo a verbale il mio intervento, ma non la richiesta sui documenti. Stamane, primo giorno di scuola, senza nessuna comunicazione verbale o scritta trovo affisso sulla porta della scuola un volantino senza timbro nè firma che dice che dalla data odierna i certificati vaccinali vanno consegnati ESCLUSIVAMENTE alle docenti. Nessun ordine di servizio scritto, nessun dibattito, nessun chiarimento. Ho sentito le associazioni e i sindacati e tutti concordano nel dire che non si può fare. Un docente non è autorizzato a raccogliere dati sanitari, ancor meno senza un ordine di servizio. Nessuna docente ha protestato, anzi, piuttosto a favore. Io mi sento malissimo in questa situazione di isolamento. Questa è la mia esperienza, ogni giorno più ansiogena.”


A Macerata ad un bimbo e alla mamma è stato letteralmente sbarrato l’ingresso a scuola. Annunciati denuncia e ricorso.

 


A Civitanova Marche, in provincia di Macerata, una Dirigente Scolastica ha pensato bene di pubblicare sul sito internet della Scuola l’avviso di richiesta della documentazione vaccinale entro i termini di legge, senza prima premurarsi di mettersi a norma con il Codice della Privacy.


In un altro paesino delle Marche, duramente colpito dal terremoto, una Dirigente Scolastica ha pensato bene di preoccuparsi non di chiedere immediatamente la verifica sismica (obbligatoria per legge) al Comune ma di incaricare, anche qui, la bidella a leggere ad alta voce chi era in regola coi vaccini e poteva entrare e chi no.


A Prato è appena pervenuta la segnalazione con foto di una Dirigente Scolastica che, in stile buttafuori, all’ingresso dalla Scuola selezionava i bambini marchiati e quelli no.


In Umbria numerose segnalazioni di Insegnanti barricate fisicamente sulla soglia che con l’uso di mani e piedi ostacolavano l’ingresso dei bambini non vaccinati!


Il Dirigente Scolastico dell’istituto comprensivo di Casciana terme-Lari, in provincia di Pisa, Gianluca La Forgia, di cui all’articolo a parte su questa testata, aveva prima chiesto pubblicamente a tutta la documentazione poi rettificato ed annullato tutto.


In un Istituto Scolastico di Calenzano, in provincia di Firenze, a meno di 24 ore dall’inizio della scuola il Dirigente Scolastico ha intimato a tutti i genitori, con un documento di inaudita violenza, che o si firma l’autocertificazione da loro prodotta o si sta fuori (vedi altro articolo su Liberascelta.eu).


Scuola Materna Statale di Pian di Rota (provincia di Livorno). Buongiorno, vorrei denunciare una serie di fatti: domani 15 settembre mio figlio e mia nipote inizieranno la scuola materna. Visto che tutto taceva e visto un nostro accordo del 24 agosto, ormai eravamo abbastanza tranquilli. Invece stamattina, il giorno prima dell’inizio dell’asilo, siamo stati contattati dalla signora Monica del reparto didattica, per conto del preside Antonio Manfredini (ha detto che stava contattando tutto il comprensorio circolo Don Angeli). Quindi una convocazione telefonica, non scritta, con presenza “obbligatoria”, per una riunione del giorno dopo, alle 12 (orario di uscita dei bambini da scuola), per firmare l’autocertificazione: “altrimenti i bambini domani vanno a scuola, ma da lunedì no”! L’orario delle 12 coincide con l’uscita dei bambini da scuola. Dicono di non poter mandare convocazione scritta. La signora Monica si lamenta di aver ricevuto l’elenco dei non vaccinati dalla USL la mattina stessa e non è a conoscenza delle disposizioni del garante della Privacy e dell’accordo della Regione Toscana del 24 agosto! Potete pubblicare questa notizia? Grazie xx


Succede a Cagliari. Cara Redazione, sono la madre di un bambino di 5 anni, iscritto alla Scuola dell’Infanzia, presso l’Istituto Comprensivo Randaccio Tuveri Don Milani di Cagliari.
Ieri il Dirigente Amministrativo ha impedito a mio figlio di entrare a scuola, perché la documentazione vaccinale non era completa, nonostante abbia portato l’autocertificazione dove dichiaro i vaccini effetuati (esavalente) e le motivazioni dell’interruzione dell’iter (una reazione allergica). Ho inoltre presentato una richiesta scritta da parte del Pediatra per effettuare le analisi pre-vaccinali ed un certificato del Pediatra con su scritto che il bambino doveva eseguire le suddette analisi. Oggi ho portato a scuola l’autocertificazione redatta dal Comilva e neanche questa è stata accettata, perché hanno l’obbligo di protocollare solo quella redatta dal Ministero. Non vogliono rilasciare dichiarazioni scritte di come escludono il bambino del diritto di frequentare la scuola.
Tra l’altro mio figlio quest anno cambia scuola. Dopo i primi tentennamenti era pronto a felice ad iniziare la sua nuova avventura e quindi mi sono trovata costretta a completare l’autocertificazione ministeriale, per poter far accedere Federico alle frequentazione della materna e non deludere le sue aspettative. Vi ringrazio per l’attenzione. Sono disponibile per eventuali approfondimenti e chiarimenti. Un caro saluto.

 


A San Giorgio di Piano (Bologna) una Dirigente Scolastica è stata denunciata ai carabinieri per aver escluso una bambina.

 


L’avvocato Roberto Mastalia, Presidente di Auret (nota associazione da anni impegnata nella difesa dei diritti contro la malasanità), ieri intervistato a Radioanch’io ha comunicato di aver già avuto mandato per i primi ricorsi contro molte altre esclusioni in tutt’Italia.


Insomma, è la dimostrazione di come molti Dirigenti Scolastici siano stati, usando un eufemismo, quanto meno superficiali nel voler a tutti i costi adempiere pedissequamente ad una legge vergogna, che è riuscita a violare contemporaneamente ed apertamente (e le denunce penali ed i ricorsi amministrativi lo porteranno presto alla luce): Costituzione, Codice della Privacy, Norme di rango superiore, come quelle europee e qualche trattato internazionale sul rispetto dei diritti umani e del bambino. I Dirigenti Scolastici sono dipendenti pubblici ed in quanto tali obbligati ad applicare le leggi che non violino norme superiori, o a disapplicarle in caso contrario.

Questi sono solo i primi casi che ci sono stati segnalati. Purtroppo crediamo non siano gli unici. Vi terremo informati giorno per giorno, dando voce a chi ci racconterà la propria esperienza. Invitiamo, pertanto, tutti i nostri lettori a continuare ad inviare le loro esperienze. Le riporteremo tutte nel corpo di questo articolo, aggiornandolo di volta in volta.

3 Commenti

  1. Giacomo Gagliani 15/09/2017 at 10:41 am
    I casi sono sicuramente maggiori e probabilmente o non segnalati oppure non giunti a questa spett.le redazione.
    E’ imperativo difendersi e denunciare quasiasi tipo di abuso e di vioazione delle norme.
    Non si può essere inermi dinnanzi ai soprusi e nemmeno teneri con queste persone che oggi bloccano l’ingresso a scuola agli stessi bimbi che lo scorso anno, se non quelli precedenti, già frequentavano tranquillamente senza avere causato nessuna epidemia e senza alcun tipo di problema se non per essere bollati oggi come “diversi” in un perfetto contesto fascio/nazista.

  2. Massimiliano Malacarne 15/09/2017 at 10:46 pm
    La legge 119 emanata in Luglio é certamente successiva alla regolarità della iscrizione che é generalmente di gennaio. il dirigente scolastico o il responsabile dei servizi educativi è tenuto a segnalare la violazione alla Asl entro 10 giorni.​ Resta da accertare se l’allontanamento dei minori corrisponda ad un illecito amministrativo o penale.

  3. Se avessero lavorato nel ’38, questi sedicenti docenti avrebbero sicuramente escluso i bambini ebrei, obbedendo pedissequamente alle leggi razziali.

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