La parte dedicata ai necrologi nei giornali di tutta Italia si sta tristemente affollando di decessi in tenera età, sotto la generica dicitura “morte bianca”.

In un Paese che secondo i dati Istat risulta essere tra quelli con il più basso tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni di vita (inferiore a quello medio europeo e inferiore a quello di tutti gli Stati Uniti: nel 2011 in Italia morivano 2,9 bambini residenti italiani su 1000 nati), è allarmante constatare che nel corso di questa estate 2017 abbiamo notizia di almeno 4 bambini deceduti in circostanze poco chiare.

Il 15 settembre la tragica sorte è capitata ad un bambino in provincia di Lecco: aveva 10 mesi, affidato ad un nido. Nel pomeriggio, in evidente stato di sofferenza, è accompagnato in ospedale, poco dopo muore. Si paventa l’ipotesi di un malessere o di una malformazione interna non diagnosticata. Si parla comunque di “evento medico”, ossia non ha segni di violenza.

Il 4 settembre ha colpito tutti la storia della bimba bresciana di 4 anni, morta nell’ospedale di Trento. L’autopsia ha confermato la morte da malaria, ma nessuno ha mai contraddetto le voci che giravano circa le vaccinazioni fatte poco prima che Sofia stesse male e venisse quindi portata di corsa in ospedale.

Il 28 giugno una bimba di 16 mesi è morta al Bambin Gesù di Roma. La bimba, colpita da meningite a pochi mesi di vita, a seguito di febbre alta è stata ricoverata il 10 giugno e poi trasferita in rianimazione. Nei giorni successivi stava bene e quindi è stata vaccinata contro il morbillo. Il vaccino non ha fatto effetto, dicono, e la bimba è deceduta per colpa del morbillo, forse già in incubazione prima della vaccinazione. La vaccinazione dovrebbe essere preventiva, non curativa.

Il 21 maggio una neonata di 3 mesi a Narni, in umbria, è morta per cause naturali, trovata priva di vita, in culla, dalla madre.

In tutti questi casi la Procura o i Carabinieri sono intervenuti per indagare.

Ci auguriamo che tra le domande rivolte ai genitori da parte di chi svolge le indagini, ci sia quella che puntualizzi a quando risaliva l’ultima vaccinazione effettuata e se prima di farla erano state prese le dovute precauzioni.

Possiamo solo immaginare il dolore di queste famiglie e ci uniamo al loro sconforto con rispetto. Speriamo vivamente l’elenco di questi annunci riguardanti dei piccoli innocenti non si allunghi ulteriormente.

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