Verso una svolta per milioni di studenti. “Se guidati da insegnanti preparati e da genitori consapevoli i ragazzi potranno imparare attraverso un media che gli è familiare: internet”, dice il Ministro. Forse sarebbe meglio dare fondi ad un Sistema Scuola ormai allo sbando, creando apposite aule multimediali.

Il nostro Ministro, che ben conosce il sistema scuola, opta per la strada piu’ semplice, demanda i costi alle famiglie ma vi sono alcuni fattori da valutare ed ancora una volta entrano in gioco: competenze e professionalita’ e chi ne fa le spese, ancora una volta sono i giovani e la loro salute.

Esistono alcuni fattori di rischio e sono chiamati: elettrosmog ed inquinamento indoor,  non trascurabili se si pensa che sugli aerei viene chiesto di disattivare le reti, per evitare che diventino dei forni a micro onde ma in questo caso parliamo di una o due ore di media per un volo e comunque saltuarie. A scuola invece, i ragazzi sono esposti molte ore al giorno e costantemente per anni. Va ricordato che la struttura cranica di un bambino o di un adolescente, a differenza di un adulto, e’ piu’ permeabile alle onde emanate dai cellulari e quindi l’encefalo e’ piu’ a rischio. Sono ormai risaputi gli effetti dannosi dei cellulari e come questi, in uso prolungato o comunque sotto esposizione costante, provochino neuropatologie e tumori.

I campi elettromagnetici prodotti dai telefonini possono produrre un tumore. Se ne parla dal primo ropporto dell’Oms del 2011
Abbiamo chiesto consulenza ad un Istituto Formativo Pratese che opera a livello europeo da oltre 20 anni nella formazione in medicine integrate, con una particolare attenzione alla pedagogia dell’habitat.

Ci risponde l’esperto in domoterapia prof. Guerzoni Tiziano, Vice direttore dell’Accademia Anea: “Va innanzitutto ricordato  che, dal punto di vista scientifico, i campi elettromagnetici prodotti dai telefonini sono considerati – dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro di Lione (Iarc) – cancerogeni per gli esseri umani (quelli di gruppo 2B), in base a un aumentato rischio di sviluppare il glioma, un tumore del cervello la cui frequenza è risultata statisticamente aumentata con  l’uso di telefoni senza fili. In sintesi, il gruppo 2B comprende i cosiddetti “possibili” cancerogeni: si tratta di un ampio insieme di sostanze e agenti sotto osservazione, che attualmente non sono ritenuti né cancerogeni “probabili”, il gruppo 2A, né cancerogeni “certi”, gruppo 1. Per esempio, nel gruppo 2B dei cancerogeni è incluso anche il caffé

Quali sono le precauzioni da seguire?
“Nell’attesa che gli studi epidemiologici in atto ci offrano  risultati più certi, la Iarc suggerisce di “ridurre l’esposizione, utilizzare gli auricolari e scrivere sms”  e, quando possibile, evitare una telefonata. La cautela è particolarmente importante per i giovani, che hanno tessuti cerebrali più sensibili di quelli degli adulti e che, a differenza dei più anziani, hanno davanti un’intera vita di esposizione. Per esempio, è importante non dormire mai con il cellulare vicino al cuscino. Bisogna controllare i ragazzi che hanno la tendenza a nascondere fra le coperte lo smartphone per poter chattare fino all’ultimo. Va usato l’auricolare e, in macchina, il viva voce. Le conversazioni devono essere rapide perché stare troppo a lungo al telefono non fa bene”.

Intanto ribadisce il Ministro Fedeli: “Strumento che facilita l’apprendimento” Il telefonino in mano a un 13enne “è uno strumento che facilita l’apprendimento”, dice Fedeli, “una straordinaria opportunità che deve essere governata“. Quindi sorvogliamo nuovamente sulla salute della nostra futura societa’ ed andiamo avanti.

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