I primi giorni dell’anno scolastico stanno passando, ma le tensioni legate alle iniziative “A dir poco maldestre”, prese a vario titolo da alcuni operatori scolastici non si attenuano.

Oggi ci ha contattata S., un’altra mamma il cui figlio, regolarmente iscritto alla Scuola dell’Infanzia Don Milani di Limido Comasco, in provincia di Como, è stato platealmente e ingiustamente allontanato dall’Istituto davanti a tutti i suoi compagni.

Il 6 settembre S. ha regolarmente trasmesso, alla ASL di competenza, una richiesta di appuntamento per visionare il piano vaccinale del proprio figlio e valutare il da farsi. Lunedì 11 settembre S. si reca a scuola e incontra la Dirigente, Francesca De Rose, che le comunica l’intenzione di non accettare quella documentazione come valida per l’accesso in aula del piccolino, piuttosto pretende una data concordata con la ASL per la vaccinazione.

La madre fa giustamente presente che la sua documentazione è lecita, in quanto dimostra un atteggiamento attivo nei confronti del nuovo obbligo vaccinale, sarebbe inoltre disposta a rilasciare una autocertificazione, come previsto dalla legge. Infine ricorda che lo stato vaccinale del minore non dovrebbe essere preoccupazione della scuola, ma solo l’intenzione di “mettersi in regola”. La Dirigente non sente ragioni e si impunta: senza un appuntamento non avrebbe permesso l’accesso al bambino il giorno dopo. La madre intende informarsi più approfonditamente e confrontarsi nuovamente con la Dirigente, con documenti alla mano.

La mattina successiva, martedì 12 settembre, la Sig.ra De Rose convoca S. in direzione. La mamma spiega che accompagnerà il piccolo a scuola e la raggiungerà quanto prima. La Dirigente non dice nulla a tal proposito, ma all’ingresso dell’asilo mamma e figlio vengono accolti da una bidella che in modo piuttosto teatrale impedisce col proprio corpo (braccia e gambe spalancate tipo transenna vivente) ai due di entrare. Il bambino non capisce che succede, mettendosi a piangere; la mamma si stranisce per la scena che a conti fatti rappresenta in un colpo solo: violazione della privacy, mancanza di etica e assenza di tatto.

Quanto serve per una formale denuncia penale.

Suo figlio è letteralmente discriminato, e in un modo decisamente contestabile!

La forte mamma non si arrende e raggiunge subito la Dirigente, che nel frattempo si è armata di carte e documenti con cui cerca di dimostrare la leggitimità della propria scelta, e con supponenza sfida S. a trovare paragrafi di legge che le diano ragione e tutto questo davanti alla psicologa dell’istituto, violando nuovamente la privacy. La mamma non fa fatica a trovarli dato che nella Circolare del MIUR del 01.09.17 è scritto che “limitatamente all’anno scolastico e al calendario annuale 2017/18, al fine di agevolare le famiglie nell’adempimento dei nuovi obblighi vaccinali, in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione, il genitore potrà dichiarare (…) di aver richiesto alla ASL di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate”.

Qualche ora più tardi la Dirigente chiama nuovamente S. al telefono, e dichiarando di “avere a cuore i bambini” ed essendo desiderosa di “ammettere il figlio di una mamma tanto attenta e preoccupata”, la invita nuovamente in ufficio per la mattina seguente, mercoledì 13 settembre, con lo scopo di confrontarsi e trovare una soluzione.

Ancora una volta la tenace mamma si scontra con una Dirigente che ha cambiato idea: ha deciso che non ammetterà il bambino, si difende dichiarando che non è importante cosa dice la legge, ma piuttosto cosa dicono i suoi “superiori” a cui deve rendere conto, soprattutto in vista di un probabile licenziamento, nel caso in cui non eseguisse le indicazioni. Forte di tanto zelo, scrive nero su bianco che non ammette il bambino a scuola. Si dice disposta a pagare le conseguenze, se sta facendo qualcosa di sbagliato, ma ora fa ciò che ritiene opportuno.

Questa mamma è molto arrabbiata e intende rivolgersi ai Carabinieri per dimostrare che la Sig.ra De Rose è in torto, perché altre famiglie non vivano esperienze come la sua, e perché altri bambini non vengano arbitrariamente discriminati.

Da parte nostra vogliamo dare alla mamma il nostro sostegno morale, trascrivendo due passaggi interessanti, e completamente a suo favore, della sopracitata Circolare:

  • “La mancata presentazione della documentazione nei richiamati termini sarà segnalata, entro i successivi dieci giorni, dai dirigenti scolastici (…) alla ASL territoriale che  (…) provvederà alla procedura prevista per il recupero dell’inadempimento”
  •  “nella ipotesi di mancata presentazione della idonea documentazione nei termini sopra indicati, il diniego di accesso ai servizi sarà reso noto ai genitori del minore mediante comunicazione formale adeguatamente motivata”

Inutile ricordare che nessun dipendente statale rischia il licenziamento.

5 Commenti

  1. un grazie innanzitutto a tutti coloro che dedicano molto del loro poco tempo ad un argomento tanto delicato quanto impegnativo sotto diversi punti di vista.
    leggere questi articoli ci permette di essere costantemente aggiornati in merito alla grande confusione e a volte incompetenza conseguenza della poca e non sempre veritiera informazione delle diverse fonti di comunicazione.

  2. COMO – Dirigente: se non lascio a casa suo figlio rischio il licenziamento.
    Anche le SS Naziste avrebbero intimato lo stesso tipo di minaccia ai loro sottoposto, o peggio…
    Dipende dalla coscienza e consapevolezza di chi la riceve, agire di conseguenza…
    A una dirigente di una Scuola pubblica Italiana non è concessa l’ignoranza sulla Costituzione Italiana, sui Trattati Internazionali dei Diritti del Fanciullo di Oviedo e più in generale sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Tutte leggi che sono a monte della legge incostituzionale e illegittima n° 119-2017 Lorenzin. Si informi prima di parlare e soprattutto prima di agire in modo sconsiderato.

  3. grazie alla Lorenzin e i suoi servi delle multinazionali!! avete creato milioni di problemi alle famiglie e dolori ai bambini!! fate schifo

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