Come era prevedibile, l’inizio dell’anno scolastico 2017/18 si è rivelato particolarmente traumatico per alcuni bimbi e le rispettive famiglie.

Oggi ci ha contattato G., la mamma di un bambino iscritto ad una Scuola dell’Infanzia nel Comune di Garbagnate, in provincia di Milano.

Ieri, come previsto dalla nuova legge 119/2017, la mamma ha correttamente presentato i documenti che avrebbero permesso al suo bambino di frequentare regolarmente l’Istituto Scolastico in cui è iscritto. I documenti sono stati lasciati in segreteria in busta chiusa e, a fronte degli stessi, a G. è stata rilasciata regolare ricevuta di consegna.

Questa mattina il papà accompagna in Istituto il proprio figlio, mentre la mamma rimane a casa. Poco dopo G. si vede tornare a casa entrambi: il padre attonito e il bambino piangente! In Istituto non risultano consegnati i documenti richiesti, per cui la referente della Scuola si vede costretta a proibire l’accesso al bambino non in regola.

Il bambino vede gli altri amichetti entrare in classe, ma lui non può. Giustamente non capisce e ci rimane male.

La madre, con tutta la veemenza dal caso, torna subito in Istituto e mostra la ricevuta rilasciata solo ieri dalla segreteria, incapace di credere che in un solo giorno sia stato possibile perdere la sua busta, contenente dati personali, oltretutto.

Il bambino, ancora incredulo e confuso da tutta questa tensione nell’aria e da questo movimento di carte intorno a lui, viene subito riammesso in aula.

Il Dirigente in persona chiama la famiglia e si scusa, giocando la carta dell’errore umano.

La famiglia è consapevole del fatto che la cattiva organizzazione della Scuola abbia giocato un ruolo fondamentale in questa folle mattinata, ma è indubbio che per tutelare la serenità del piccolo a Scuola avrebbero dovuto agire in modo differente. Il Ministro dell’Istruzione stesso invita a non traumatizzare i bambini con prese di posizione forti, ma il suo monito non dovrebbe essere rivolto solamente ai genitori, che di fatto hanno passato l’estate a studiare la legge in questione ed ora si ritrovano a conoscere le prassi burocratiche con maggior dimistichezza rispetto ai propri Dirigenti Scolastici.

La famiglia, anche se il bambino al rientro a casa era sereno e festoso, non intende metterci una pietra sopra, anzi sta seriamente valutando di far valere i propri diritti nelle opportune sedi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Per favore, inserisci qui il tuo nome