Dopo una lunga e tormentata gestazione, il Senato ha recentemente approvato il Disegno di Legge sulla concorrenza (Ddl n. 2085-B).

Da ora in poi anche le società di capitale potranno essere proprietarie di una farmacia e delle relative autorizzazioni per l’esercizio. Addio vecchia farmacia! Ci dovremo aspettare davvero di tutto un po’. Dal momento che grandi aziende e società di capitali potranno metterci finalmente “le mani sopra”, troveremo dei veri e propri supermercati del benessere. Il cittadino comunque è tutelato: una società di capitali potrà acquistare un massimo del 20% delle farmacie presenti in una stessa regione o provincia autonoma, e quindi non disperiamo, il buon vecchio farmacista sotto casa ha ancora qualche mese prima di chiudere definitivamente la serranda o scegliere di consorziarsi con altri colleghi disperati. Resta il fatto che ci dovremo aspettare qualche big pharma che inizi il suo franchising. Ci piacerebbe sapere il parere di Pfizer e Glaxo, se hanno intenzione di immergersi nelle acque incontaminate di questo nuovo business.

 

Nel mentre le piccole farmacie si organizzano e cercano di correre ai ripari. Infatti con la nuova legge sui vaccini, quale migliore occasione per fidelizzare i propri clienti, nel buon nome della prevenzione sulla salute? Ecco infatti che a Verona, con tanto di ringraziamenti da parte del Ministro Lorenzin, stanno per arrivare le locandine sulle vaccinazioni obbligatorie con informazioni pratiche per l’iscrizione alle scuole dell’obbligo, i nidi, le scuole dell’infanzia e le risposte ai dubbi più diffusi tra i genitori.

Le 223 farmacie veronesi sono pronte ad attivarsi per dare sostegno alla campagna nazionale – sostiene Arianna Capri, vicepresidente Federfarma Verona -. Siamo coscienti di essere un punto di aggregazione sanitaria sul quale i genitori fanno costante affidamento. In farmacia, inoltre, sarà possibile prenotare le vaccinazioni appena lo consentirà a livello informatico l’accesso all’anagrafe regionale.

Forse il numero verde messo a disposizione del Ministero non ha avuto grandi risultati. Ne abbiamo avuto prova grazie ad un audio che sta spopolando su YouTube, a dir poco imbarazzante (link)

Speriamo che le famiglie si chiedano anche se le farmacie avranno le dovute infrastrutture a norma di legge.

Inoltre quanti altri soldi faremo spendere ancora al popolo italiano? Dovremo aspettarci una tassa per far fronte alle vaccinazioni, dal momento che solo la Regione Marche ha fatto un appalto da oltre 39Mil di euro? Dove li troveranno tutti questi soldi al Ministero? Senza tener conto delle reazioni avverse e dei danni che lo Stato dovrà pagare. D’altronde, aumentando il tasso di vaccinazione, viene da sé che in percentuale aumenteranno anche i danneggiati, le cause e le condanne.

Sarà forse il caso di seguire l’imbeccata di quei cittadini che hanno richiesto asilo in Austria? O forse sarebbe meglio portare l’Austria in Italia?

Ma torniamo alle nostre care farmacie, nella speranza che i cittadini non cadano nelle mani dei “testimoni freevax” che pare camminino, zompettino e saltellino per le strade con dei libretti arancioni, a detta di alcuni: il Ministro Lorenzin chiede a tutti gli esercizi italiani di essere presidi di salute professionali e capillari sul territorio, e di collaborare attivamente a questa importante campagna di educazione sanitaria, che visti i toni parrebbe più che altro un’opera di convincimento. Infatti in questi giorni stanno recapitando agli operatori sanitari dei veri e propri manuali di comportamento, arricchiti da suggerimenti in stile PNL, per convincere i genitori a vaccinare: come guardarli negli occhi, quali sono i bersagli più semplici, come riconoscere gli inadempienti, il tono di voce da usare. Speriamo che almeno valgano come ECM,  così non dovranno spendere ulteriori soldi per aggiornarsi.

Il Ministro termina il suo intervento alle farmacie veronesi affermando che i farmacisti godono della fiducia dei cittadini e possono autorevolmente dare una informazione corretta e combattere i pregiudizi dettati da ignoranza e insensate paure. Ci auguriamo che i nostri cari “professionisti del farmaco”, non ancora in mano alle grandi società di capitale, sappiano essere altrettanto zelanti nel seguire le indicazioni della case farmaceutiche, leggere le composizioni di questi “innocui vaccini” e dare informazioni davvero corrette, nell’attesa che arrivi il “Redentore”, dal momento che siamo ormai a settembre, ad aprire gli occhi su quello che è un vero e proprio business fatto sulla pelle dei bambini.

 

 

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