Abbiamo chiesto all’Accademia Anea, una delle scuole di naturopatia maggiormente rappresentative sul territorio europeo cosa sia l’intolleranza al glutine.

Quanto segue è una guida orientativa, creata da esperti di Naturopatia e medici qualificati del collegio docenti.

“Sono stati redatti a scopo di informazione e di approfondimento, senza la pretesa di sostituire in alcun modo la diagnosi e il consiglio del medico, con il quale collaboriamo attivamente. Il nostro unico fine è raccogliere, approfondire e divulgare informazioni riguardanti l’impiego di uno stile di vita salubre che possa risultare utile nel rinforzo del terreno costituzionale del soggetto, favorendone l’omeostasi. Crediamo che la naturopatia, assieme alle altre medicine complementari, possa definire quella che noi chiamiamo da oltre 20 anni: Medicina Integrata”.

Vediamo allora di cosa sitratta:

La Gluten SENSIBILITY è una patologia glutine-correlata, riconosciuta solo nel 2011 dalla medicina ufficiale grazie alle ricerche svolte dal Prof. Alessio Fasano e dai suoi collaboratori. I sintomi che caratterizzano questa affezione sono molti e dei più svariati, in quanto non viene colpito solo il tratto gastrointestinale (dolori e gonfiori addominali, alterazioni della funzionalità intestinale, reflusso gastroesofageo, etc. sono solo alcuni sintomi), ma anche altri distretti corporei, manifestandosi con confusione mentale, stanchezza, dolori muscolo-scheletrici, sensazione di arti “addormentati”, nausea, ecc. Ma cosa causa questo ampio ventaglio di sintomi? Quali sono i meccanismi che portano il nostro organismo a reagire così? Un percorso costituito da cause-effetti, una sorta di processo a cascata in tre tappe, questo, porta alla Gluten SENSIBILITY.

PRIMA TAPPA: i peptidi oppioidi

La particolare struttura delle proteine del glutine porta alla formazione di frammenti proteici indigeriti. Infatti, la presenza di prolina e glutammina rende queste proteine difficili da digerire in quanto è richiesto un notevole sforrzo enzimatico (già difficile in persone in perfetta salute, figuriamoci in chi non lo è!) per la loro scomposizione in singoli aminoacidi, per cui la loro digestione darà luogo a residui peptidici detti peptidi oppioidi.

SECONDA TAPPA: la mucosa intestinale troppo “permeabile

Le ricerche hanno confermato che è l’intestino l’organo in cui si gioca la “partita” della salute e dove si assiste al primo incontro tra i peptidi oppioidi e il nostro sistema immunitario. È proprio la loro presenza nell’intestino che stimola la risposta immunitaria innata, dando inizio ad uno stato infiammatorio della mucosa intestinale. Di per sé, questa infiammazione potrebbe anche risolversi da sola se non fosse che invece di aiutare il nostro intestino a ripristinare il suo stato di salute, lo poniamo a dura prova con uno stile di vita alimentare errato: uso indiscriminato di farmaci, consumo di alimenti proinfiammatori che, per la loro stessa natura, risultano dannosi per l’integrità della mucosa intestinale, quali carne, latticini…, etc. il risultato? La compromissione della funzione di “filtro selettivo” della mucosa intestinale con conseguente passaggio in circolo di tossine e, quindi, dei peptidi derivanti dalla mancata completa scomposizione del glutine.

TERZA TAPPA: lo “sciame” peptidico invade l’organismo

Se la mucosa intestinale è eccessivamente permeabile, i peptidi oppioidi potranno attraversarla liberamente (raggiungendo così il circolo sanguigno e i vari distretti corporei) e legarsi ai recettori oppioidi. Legame questo che modifica il normale funzionamento di processi quali: funzioni gastrointestinali, percezione dolorifica, reazione allo stress, regolazione della produzione ormonale, regolazione ciclo del sonno, etc. A questo punto gonfiore addominale, meteorismo, stipsi/diarrea, insonnia, mal di testa, affaticamento, etc. potranno essere solo alcuni dei sintomi provocati da questo particolare legame.

CELIACHIA

Seppure i sintomi della Gluten SENSIBILITY e della Celiachia siano molto simili, le ricerche scientifiche dimostrano che i meccanismi coinvolti in queste due malattie sono diversi. Nella Celiachia, infatti, i frammenti non digeriti del glutine non stimolano solo la risposta dell’immunità innata, ma anche quella dell’immunità specifica che si caratterizza con la presenza di anticorpi. Finora le ricerche si sono focalizzate sul frammento 33-mer derivante dalla digestione della a-glidina presente nel glutine del frumento. Si è visto che questo frammento viene tranglutaminasi tissituale. Questa modifica del 33-mer, in soggetti predisposti geneticamente, stimola la produzione di anticorpi che attaccheranno la mucosa intestinale danneggiando progressivamente i villi intestinali fino alla loro completa distruzione (atrofia); il risultato è la perdita delle capacità selettive ed assorbenti della mucosa stessa. Attualmente il principale metodo diagnostico per la Celiachia si basa proprio sul rilevamento sierologico di questi anticorpi (anti-transglutaminasi, anti-endomisio e anti-gliadina), anche se non sono infrequenti i casi di celiachia siero-negativa (assenza di anticorpi a livello ematico) individuata con certezza mediante biopsia intestinale (presenza di lesioni a carico dei villi).

DIAGNOSTICARE LA GLUTEN SENSIBILITY È INDISPENSABILE

A chi di noi non è capitato di avere un fastidioso mal di testa, un bruciore di stomaco che sembra non volersene andare, di svegliarsi la mattina e non riuscire proprio a concentrarsi, manifestare sbalzi di umore inspiegabili, oppure di essere soggetti ad herpes o afte? In genere la spiegazione che uno si dà è lo stress. Vivendo in un mondo frenetico, con gli impegni che si susseguono velocemente, sembra quasi logico avere qualche “fastidio”, che viene messo a tacere assumendo un comune antidolorifico piuttosto che un antiacido..! Spesso tali disturbi si dimostrano invalidanti. Inizia così un percorso che ci porta all’assunzione di farmaci sintomatici e, certi di aver fatto la scelta migliore per la nostra salute, continuiamo ad assumerli giorno dopo giorno, anno dopo anno… Ma siamo sicuri di aver intrapreso la strada giusta? In realtà la risposta al nostro problema non l’abbiamo avuta. E se ci fosse una causa per questi sintomi? Oggi è scientificamente provato che può esserci una correlazione tra la mal digestione del glutine e tutti i sintomi sopra elencati e molte patologie apparentemente non legate al glutine. Infatti, lo stato infiammatorio generalizzato, conseguenza del “contatto” fra i peptidi oppioidi ed il sistema immunitario, è l’evidenza che quest’ultimo è sotto-pressione e quindi, non in equilibrio. Ciò significa che l’organismo in tali condizioni è predisposto alle più svariate malattie, dalle più comuni come ad esempio le bronchiti, le tonsilliti, le otiti, le cistiti che tendono a recidivare, alle allergie, ma anche più “pericolose” come le malattie autoimmuni ed altre patologie che vengono favorite dalla presenza di un sistema immunitario debole. Ecco perché la diagnosi della Gluten SENSIBILITY risulta, a questo punto, indispensabile! È quindi emersa la necessità di definire un metodo certo, efficace e semplice per diagnosticarla. Non essendo stati individuati dei biomarcatori sierologici specifici per la gluten sensibility (diffidare da chi ritiene il contario!), attualmente l’unico metodo approvato e riconosciuto dalla comunità medica per la sua diagnosi è l’esecuzione di un test clinico condotto in cieco. Questo test prevede che il paziente assuma, in tempi diversi, il glutine ed il placebo senza che sappia quale dei due prodotti stia prendendo (cieco). A scadenze precise ed indicate, il soggetto compila un questionario relativo al sua stato di salute, queste informazioni vengono raccolte e analizzate da medico specialista o da un naturopata che ne ha predisposto un diario alimentare, al fine di eseguire la diagnosi nel primo caso, o un’educazione primaria della salute nel secondo caso.

Con l’obbiettivo di facilitare una diagnosi così importante e di permettere a chiunque di poter individuare una sensibilità al glutine, un team di Medici Specialistici e Gastroenterologi della Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ha messo a punto e depositato come brevetto il metodo di diagnosi sopra descritto. Ora tale metodo diagnostico è finalmente alla portata di tutti e reperibile in commercio sotto forma di Kit; all’interno vi è tutto il necessario per effettuare il test da casa, permettendo a chi lo esegue di ottenere al suo termine la diagnosi di Gluten Sensibility da parte di un medico specialista o di un Naturopata qualificato ai sensi della L.4/2013.

 

Per maggiori approfondimenti: www.accademia-anea.com 

 

 

2 Commenti

  1. Ciao Harry, sono Simonetta di Genova. Flavio, mio figlio più grande penso sia gluten sensibility, anzi, ne sono sicura. Scorso anno in ospedale dalle analisi non risultava celiaco, ma ne ha ancora tutt’oggi tutte le manifestazioni (oltre a soffrire di bronzo spasmi e forte allergia agli acari della polvere). Io ho sentito parlare recentemente solo del test DRIA ….. dove si compra questo kit da fare a casa di cui parli nell’articolo?
    Grazie e buona serata

    • Ciao Simonetta
      Il DRIA test è in genere eseguito da un medico in un contesto di diagnosi che prevede la visita ed anche un percorso diagnostico che non si limita al test, ci sarà per esempio la prescrizione di una dieta a esclusione e progressiva re-introduzione. Il costo del solo esame col metodo DRIA è di circa 150 euro. In genere, però, il paziente paga anche la visita specialistica perciò di solito l’ammontare è di circa 230-250€. L’analisi fa parte della lista dei metodi definiti “non convenzionali”, pertanto il costo è a totale carico del paziente.
      Dovresti prova a fare una ricerca in zona. Sicuramente in Lombardia dovrebbe esserci qualche medico.prova a sentire in Accademia

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