Il Sistema Istruzione italiano è sempre più vicino al collasso. Scuole non a norma antisismica che crollano mietendo vittime, personale ridotto e mancanza di adeguate strumentazioni e l’Europa ci vede ormai come fanalino di coda.

A questo, oggi si aggiunge anche il Decreto Lorenzin che ha partorito, forse in modo prematuro, l’attuale Legge n. 119 nel 31 luglio scorso. Infatti, con le ultime due circolari inviate dal Ministero della Salute, dà il colpo di grazia, dimostrando che si può andare anche oltre al peggio.

“La scuola non può continuare a fungere da ‘imbuto’ dove infilare i problemi sociali..

E’ il grido disperato del Presidente di Anief, rivolto al Ministro Lorenzin che pare, ad oggi, aver completamente ignorata ogni richiesta di udienza da parte del sindacato. Attendiamo fiduciosi la fine dell’estate dove, magari a mente fresca, si avrà voglia di dare adeguate risposte anche agli statali coinvolti

 

Comunicato Anief – Con le due circolari esplicative, pubblicate in queste ore dal Ministero della Salute e da quello dell’Istruzione, che chiariscono i passaggi pratici della Legge n. 119 del 31 luglio scorso, figlia del decreto-legge n. 73 del 7 giugno 2017, si è riusciti nell’impresa di fare peggio della norma-madre: attraverso delle rigide disposizioni, infatti, si preclude la possibilità di far frequentare la scuola agli alunni fino a 6 anni non in regola, minando il diritto allo studio previsto dalla Costituzione italiana, e si conferisce alle dirigenze scolastiche una responsabilità, con tutte le tensioni e gli oneri che comporta, che per ovvi motivi non può essere a carico dell’istruzione pubblica ma rimane di carattere puramente medico-sanitario.

“La nostra associazione sindacale chiede pertanto alle istituzioni di prendere atto dei forti dubbi attuativi della norma e rinviare di almeno un anno l’applicazione del decreto approvato in estate con la fiducia delle Camere. È il minimo che si possa fare, se si vuole evitare il caos.

Perché manca l’adeguato raccordo con la scuola.

Qualora ciò non avvenga, il nostro studio legale sta già approfondendo i contenuti delle circolari applicative del decreto, per verificare se vi sono i presupposti giuridici per bloccarne gli effetti pratici e anche per ricorrere contro lo stesso decreto”.

“La scuola non può continuare a fungere da ‘imbuto’ dove infilare i problemi sociali:

viene da chiedersi se le aule scolastiche siano l’unico luogo pubblico dove c’è concentrazione di cittadini.

Perché, ad esempio, non si è previsto lo stesso obbligo per tutti coloro che fanno una visita o si ricoverano in ospedale? In altri luoghi di affollamento, se i vaccini sono così rilevanti per la salute pubblica, per quali motivi non è stato adottato lo stesso criterio di indispensabilità delle certificazioni per l’accesso? Sono domande che avremmo volentieri girato ai promotori e legislatori del decreto vaccini, se solo ci avessero convocato”.

Ufficio Stampa Anief

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Per favore, inserisci qui il tuo nome