Di: Fabio Roggiolani

Caso Arsenale Militare Isola di La Maddalena.

Come possiamo bonificare un Sito altamente inquinato da decenni di presenza di natanti militari, anche a propulsione nucleare?

Che soluzione possiamo trovare? Invece di rimuovere i sedimenti, cioè la parte più fine che in questo caso si è depositata nell’area di pertinenza del bacino dell’Arsenale, quale soluzione adottano i progettisti dell’intervento?

Tombare il tutto con un camping, intervento di sigillatura (non sicura al 100%) dei sedimenti inquinati.

E ‘evidente che gli interventi di dragaggio convenzionali non possono e non potranno mai essere assolutamente applicati, allora cosa si progetta? L’unica cosa che mettono in gioco i “soliti noti”: il “camping”. Dimenticando l’unica tecnologia che virtuosamente e in maniera veramente ecologica potrebbe intervenire eliminando in modo selettivo e senza residui la parte superficiale inquinata, rendendo il fondale, dopo l’intervento, splendido e cristallino in quanto costituito da granito.
Questa tecnologia ormai nota anche e soprattutto all’Estero (Cina in primis) si chiama  Limpidh2o Decomar  capace di rimuovere, selettivamente con fluido di ricircolo sigillato, i sedimenti senza appesantirli dell’acqua circostante.
Un dubbio: ma siamo sicuri che il camping, ammesso e non concesso funzioni perfettamente per tombare i sedimenti in genere, possa mitigare una probabilità latente di risalita degli inquinanti? Nella zona stazionavano e si muovevano natanti a propulsione nucleare e quindi con carico radioattivo!
Giuliano Gabbani
Direttore Scientifico Associazione Giga

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