Quanti genitori si sono sentiti dire che i problemi fisici del loro figlio erano legati a problemi psicologici, psicosomatici o causati da problemi familiari? 

Questa mamma ci racconta la sua storia. 

“Mio figlio fino a 5 anni non ha mai dormito, faceva una fatica enorme a rilassarsi, un tipo nervosetto.

Verso i 5 anni inizia ad avere un tic alla gamba, gli occhi infiammati e questo lo innervosiva; curati gli occhi, dopo pochi giorni, sparito il tic.

Un tipo precisino con i suoi giochi, se gli toccavamo il trenino erano urla a non finire; distratto a scuola fin dalle 8.30, comunque i risultati scolastici erano buoni.

Verso i 7 anni iniziarono a dargli fastidio le adenoidi e risultò allergico alla polvere.

Durante la scuola elementare capitò un paio di volte che faceva movimenti ripetitivi: quando scriveva la i, faceva il puntino 4 o 5 volte, quando camminava doveva fare due passi avanti e uno indietro.

Episodi comunque durati massimo 15 giorni, e sempre attribuiti al suo essere nervoso.

Andammo anche dalla psicologa, per sicurezza, ma non trovò niente di che. E fin qui, tutto più o meno nella norma.

Poi un giorno, a 12 anni, iniziò a ruotare gli occhi come per guardare in alto, anche se non c’era niente da guardare, iniziò a fare su e giù con la testa, come per dire Sì, iniziò ad avere tic alla gamba e anche al braccio, scatti di nervosismo, e balbettava! Il primo pensiero fu: “Quanto è nervoso”.

La pediatra ci prescrisse il magnesio, ma lui non migliorava, ci prescrisse per sicurezza 10 giorni di antibiotico, ma lui non migliorava. Visto che non aveva avuto nessuna infiammazione da molto tempo, neanche un mal di gola, ci disse di portarlo da uno psicologo perché era nervoso e così feci.

Intanto non migliorava.

Che pena quando voleva dirci una cosa e non ci riusciva, che pena quando veniva interrogato di fronte alla classe…fortunatamente alle scuole medie non trovò avvoltoi che infierirono tanto su di lui.

Cercavo in tutti modi di pensare cosa lo preoccupasse così tanto, forse qualche episodio negativo a scuola, qualcosa di sbagliato in noi genitori, qualche problema suo comportamentale, non trovavo niente di così negativo da giustificare il suo comportamento.

Nel dubbio pensai che prima bisognava essere sicuri che non avesse niente a livello fisico. Andammo così da una neuropsicologa, che lo visitò e ci prescrisse analisi ed elettroencefalogramma. Tutto nella norma a parte il valore TAS che invece di max 200 era 350: ci disse che questo valore non giustificava uso di antibiotico.

Dunque, il bambino era nervoso, bisognava portarlo dallo psicologo. “Ci stiamo già andando” risposi.

Passarono altri 2 mesi e io non ne potevo più. Un giorno mi balenò l’idea di portarlo da un altro dottore….dopo 5 minuti di visita mi disse: “Signora, questi non sono tic nervosi, questa è la sindrome Pandas”. Alla parola SINDROME un brivido mi attraversò la schiena, non sapevo cosa mi aspettasse. Gli fece rifare le analisi: il TAS nel frattempo era salito a 750, la risonanza magnetica andava bene, il cuore pure.

Io non sapevo se essere triste per questa cosa nominata Pandas, o se essere felice perché almeno c’era una spiegazione a questi tic.

Iniziammo la profilassi, cura antibiotica, punture di penicillina, ed integratori vari.

Subito migliorò, e a me non sembrava vero, e pensai ai dottori che non ci avevano capito niente, che rabbia!

Questo pediatra ci diede il nome di uno specialista per confermare la sua diagnosi. E così andammo e la diagnosi fu confermata.

Da quel momento ad oggi sono passati 2 anni, oggi mio figlio ha 14 anni, ci sono dei periodi in cui va un po’ meglio e dei periodi un po’ peggio; rimane tic alla testa e balbuzie e momenti di rabbia (non sappiamo quanto siano attribuibile alla Pandas). Tuttora facciamo profilassi, a volte cado nella disperazione perché non passa mai, e ogni volta che peggiora mi sento sprofondare. Cerco di essere fiduciosa, ma non sempre mi riesce.

Spero che questo racconto possa essere utile a qualche mamma.”

Maggiori informazioni su questa sindrome sul sito dell’associazione italiana http://pandasitalia.it/la-malattia/

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