ESPERIENZE IN SCUOLE

(tratto da “ La luce che cura “ di Fabio Marchesi)

Il primo ricercatore a documentare effetti positivi della luce ad ampio spettro sui bambini fu probabilmente il Prof. John Ott, PhD, che, nel 1973, pubblicò sull’International Journal of Biosocial Research un lavoro in cui documentò che alla Gacio School in Sarasota, Florida, “molti bambini estremamente iperattivi con confermati disturbi d’apprendimento e di lettura si sono calmati completamente e hanno rapidamente superato i loro problemi d’apprendimento e di lettura in ambienti illuminati con luce ad ampio spettro. I livelli medi di rendimento scolastico hanno mostrato significativi miglioramenti”. In un confronto tra classi in Vermont, in una ricerca pubblicata sul prestigioso Lancet si è evidenziato come la luce fuIl-spectrum abbia rinforzato il sistema immunitario . Un’entusiasmante serie di studi sugli effetti positivi della luce ad ampio spettro e dei colori sono stati quelli condotti negli anni Ottanta dal Prof. Harry Wohlfarth in scuole elementari 2, Il primo studio fu effettuato in una scuola per bambini handicappati l’Elves Memorial Child Development Centre, a Edmonton, in Canada. Fu valutato l’impatto combinato di luci ad ampio spettro e colori selezionati sul comportamento e la fisiologia di bambini ciechi con disturbi del comportamento e bambini con handicap severi. Le pareti della scuola furono dipinte con colori caldi, arancione e giallo, sulla base dei lavori di Ertel che dimostrarono un sorprendente incremento del quoziente intellettivo e del rendimento scolastico dei bambini in età scolare, per effetto della permanenza in locali dipinti di questi colori . I risultati furono estremamente sorprendenti, con riduzioni pari al 20% della pressione sistolica, miglioramento del comportamento generale e riduzione dei comportamenti aggressivi. La cosa più sorprendente, fu che anche i bambini ciechi ebbero gli stessi risultati dimostrando indirettamente che non solo gli occhi ma che tutto il corpo è sensibile alla luce e ai colori. Lo studio incoraggiò il Prof. Wohlfarth’a ripeterne altri con l’obiettivo di capire quali fossero gli effetti della luce e quali dei colori. Tra gli anni 1982 e 1983 vennero inserite in un studio quattro scuole elementari a Wetaskiwin in Canada, con l’obiettivo di valutare gli effetti di colori e luci ad ampio spettro sui bambini che le frequentavano. Vennero considerati la pressione sanguigna, lo stato emotivo, le assenze per malattia, i giudizi in condotta, i livelli di rumore, il quoziente intellettivo e il rendimento scolastico su tutti i bambini per tutto l’anno scolastico. La scuola numero 1 fu lasciata così come era come gruppo di controllo. Nella scuola numero 2 furono colorate le pareti e sostituite le lampade con tubi ad ampio spettro. Nella scuola numero 3 fu sostituita solo l’illuminazione con tubi ad ampio spettro. Nella scuola numero 4 furono cambiati solo i colori. I risultati furono impressionanti. I migliori furono quelli ottenuti nella scuola 2 dove sia le luci che i colori erano stati sostituiti. I bambini ebbero il miglior 19 rendimento scolastico, furono meno stressati, i quozienti intellettivi aumentarono e le assenze per malattie furono un terzo di quelle della scuola numero 1. I peggiori risultati furono quelli della scuola 1, lasciata così come tutte le altre scuole del mondo. Gli studi sugli effetti positivi della luce ad ampio spettro sono innumerevoli, quelli effettuati sostituendo le lampade nelle aule scolastiche, sono forse i più simpatici, come quello del Prof. Warren , durati due anni ed effettuati su 327 bambini. In questo caso vennero creati quattro gruppi con luci differenti nelle rispettive aule. Al primo gruppo vennero lasciate le solite lampade, al secondo vennero installate luci ad ampio spettro, al terzo luci ad ampio spettro con sorgenti aggiuntive di ultravioletti, nell’ultimo lampade ad alta pressione ai vapori di sodio. Vennero considerati all’inizio e alla fine di due interi anni scolastici gli effetti sulla salute dei denti, il numero di carie, crescita e sviluppo, e risultati scolastici. Anche in questo caso i risultati furono a dir poco sconvolgenti, se si pensa quanto siano un problema per i bambini e le loro famiglie anche solo le carie dentali e a quanto i genitori tengano alla salute dei propri figli. Gli studenti delle aule a cui erano state cambiate le luci con tubi ad ampio spettro e sorgenti aggiuntive di ultravioletti furono quelli che, in assoluto, ebbero i migliori risultati con meno carie dentali, migliori risultati scolastici, crescita e sviluppo, di tutti gli altri gruppi. Il gruppo di controllo, la scuola che era rimasta così com’era, fu esclusa nelle valutazioni finali dei miglioramenti relativi alla incidenza di carie dentali, perché, poiché le carie erano troppo numerose, molti bambini erano ricorsi ad otturazioni durante l’anno! Il dipartimento dell’Educazione di Alberta in Canada, ha condotto uno studio durato 2 anni, utilizzando 4 diverse forme di illuminazione. Lo studio fu seguito da fisiologi, professori, sociologi, nutrizionisti e dentisti. Furono studiati il rendimento scolastico, la crescita e lo sviluppo fisico, l’assenteismo per malattia e lo sviluppo di carie dentali ‘. Lo studio dimostrò che i giovani studenti esposti alla luce ad ampio spettro con sorgenti a bassa potenza di ultravioletti presentavano: • Maggiore velocità di apprendimento. • Maggiore crescita in altezza. • Migliore sviluppo fisico. • 1/3 meno assenza per malattie. • 2/3 meno carie dentali. 20 È importante sottolineare che nell’età dello sviluppo l’organismo necessita di adeguati dosaggi di vitamina D per poter assorbire il calcio e i minerali necessari allo sviluppo della struttura ossea e dell’apparato dentale. Una carente esposizione alla luce ultravioletta compromette la produzione della vitamina D necessaria e, conseguentemente, sia lo sviluppo della struttura ossea, sia la salute dei denti. Uno studio del 1939 condotto su 94.000 adolescenti dai 12 ai 14 anni ha evidenziato la stretta correlazione tra esposizione alla luce solare e problematiche dentali. Chi viveva nel Nord-Est degli Stati Uniti, dove la media annuale di luce solare è inferiore alle 2200 ore, aveva due terzi più carie dentali di chi viveva nel SudOvest del paese ed era esposto a oltre 3000 ore di Sole all’anno. È sconcertante pensare sia che il mondo continui ad ignorare questi studi sia che nessuno faccia qualcosa per renderli pubblici.

Prof. Tiziano Guerzoni

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