ANIMALI
( tratto da “ La luce che cura “ di Fabio Marchesi )
Chiunque sia appassionato di pesci d’acquario sa bene che per mantenere in salute gli animali deve utilizzare apposite lampade ad ampio spettro, reperibili nei negozi di acquari. Pochi, però, si sono chiesti perché bisogna prestare così attenzione alla qualità delle sorgenti luminose di pesci e animali d’allevamento, mentre non lo facciamo per noi stessi e ci limitiamo ad utilizzare lampade inadeguate che ci permettono semplicemente di vedere al buio. E sufficiente, con semplici modifiche all’illuminazione dei locali dove si vive o lavora, utilizzando sorgenti ad ampio spettro, avere la luce perfetta, oltre che per vedere al buio, anche per la nostra salute e la vitalità esattamente come fanno tutti gli appassionati acquariofili. Un allevatore di rettili, pesci o tartarughe d’acquario sa bene quanto una fonte di luce priva di raggi ultravioletti possa ripercuotersi negativamente sulla salute dei suoi animali. Le tartarughine acquatiche, se private dei raggi ultravioletti arrivano a morte prematura dopo aver perso la rigidità del loro carapace (il guscio). Chi prova ad andare in un negozio di acquari scoprirà, forse con sorpresa, che esistono tutta una vasta gamma di lampade studiate appositamente per mantenere in salute gli animali. Stranamente sono indicati gli spettri di emissione di ogni lampada che spesso vengono anche stampati sulle confezioni. Stranamente, perché per le lampade destinate agli “umani” lo spettro di emissione non si trova nemmeno sulla documentazione tecnica. Recentemente ne ho acquistata una prodotta dalla Sylvania, specifica per tartarughe e rettili. Sulla confezione è stampato il messaggio “Vitamine per i tuoi rettili” con la 21 grafica dello spettro di emissione nella regione ultravioletta e con scritto: “Contribuisce al benessere dei rettili stimolando la loro crescita e favorendo la produzione di vitamina D grazie ad una elevata percentuale di radiazioni UVB e UVA”. Se provate ad andare in un negozio di lampadine per “umani” troverete invece marchi tipo “UV STOP” e indicazione simili a “priva dei nocivi ultravioletti”. Tutto ciò è, a dir poco, sconcertante. Qualcuno potrebbe obiettare e chiedersi: come mai si è potuto arrivare alla situazione attuale? La risposta è purtroppo semplice: si possono guadagnare più soldi facendo in modo che le persone evitino il Sole e i raggi ultravioletti, indebolendo il loro organismo e diventando così grandi consumatrici di farmaci e sostanze chimiche varie, oppure facendo in modo che sappia come trarre beneficio da una cosa che non costa nulla? Chi può arricchirsi promuovendo il Sole e i raggi ultravioletti?

Prof. Tiziano Guerzoni

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