Tossicitá di alcune droghe o piante medicinali

Molte persone pensano che le tisane e le cure con erbe officinali siano completamente prive di effetti collaterali o tossici: ciò è assolutamente falso, anzi non tutte le piante officinali sono innocue. Moltissime piante contengono sostanze velenose ed è bene sapere che proprio dai vegetali si estraggono alcune molecole fra le più tossiche e mortali che si conoscano: o l’aconitina, la licaconitina e la napellina, alcaloidi dell’Aconitum napellus (Aconito) o la nepalina, alcaloide dell’Aconitum ferox o la stricnina e la brucina, alcaloidi della Strychnos nux-vomica (Noce vomica) o la conina, alcaloide dell’Aethusa cynapum (Cicuta aglina) e del Conium maculatum (Cicuta maggiore), o la iosciamina e la scopolamina, alcaloidi dell’Atropa belladonna, o i glucosidi cardiaci del Cyclamen europaeum (Ciclamino), della Convallaria majalis, o le proteine contenute nel rivestimento esterno del seme di Ricinus communis (Ricino) e di molti funghi velenosi. Molte bacche di alcune piante sono mortali. Bastano 10-12 bacche di Belladonna o 30 bacche di Brionia per uccidere un uomo adulto, 10-12 per avvelenare mortalmente un bambino. Una droga è definita tossica quando produce sempre un effetto dannoso su una qualsiasi reazione o un qualsiasi metabolismo biochimico e biologico dell’uomo, anche se può essere, direttamente o indirettamente utile. L’intensità dell’azione tossica di una droga dipende dalla dose che penetra nell’organismo e dalla sua via di somministrazione. Per molte droghe vi è un dosaggio terapeutico oltre il quale si potrebbe andare incontro a fenomeni irritativi, tossici. Basti ricordare le droghe contenenti antrachinoni o glucosidi cardioattivi. Questo non vale solo per i principi attivi delle droghe eroiche, come gli alcaloidi o i glucosidi cardiaci o gli antrachinonici, ma anche per i principi attivi della droga più innocua. Un chiaro esempio di quanto precedentemente detto è la Thea sinensis, il tè. Questa gradevole bevanda è consumata da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo senza creare effetti collaterali o tossici. 71 M un’eccessiva quantità quotidiana di tè può determinare gravi forme di stitichezza e di anemia, come hanno constatato alcuni ricercatori dell’Havidrove Hospital di Copenhagen. Secondo questa ricerca, nei forti bevitori di tè, la teofillina contenuta nelle foglie provoca una disidratazione extracellulare ed un eccessivo riassorbimento secondario di liquidi da parte dell’intestino, con conseguente stipsi, mentre l’anemia è dovuta ad altre sostanze contenute nel tè che inibiscono l’assorbimento intestinale del ferro. Un rapporto pubblicato da un medico francese su La Nouvelle Presse Medicale (1981), rendeva noto un caso di anemia sideropenica, da carenza di ferro, riscontrato in una donna che era solita bere da dieci anni circa due litri di tè al giorno. Sospendendo l’assunzione del tè, l’anemia scomparve. Un altro esempio è dato dalle droghe che contengono saponine. Queste ultime non esercitano la loro azione emolitica se somministrate pr via orale, a causa del loro scarso assorbimento intestinale, ma se somministrate per via endovenosa, evidenziano drammaticamente la loro tossicità. Le piante officinali comunemente reperibili nelle erboristerie sono per la maggior parte prive di effetti collaterali e si possono assumere in giuste dosi con la massima tranquillità. Attualmente, le piante che contengono alcaloidi pirrolizidinici sono sconsigliate perché sono ritenute responsabili di manifestazioni tossiche gravi e possono essere causa di effetti mutageni e cancerogenici a livello epatico. I derivati degli alcaloidi pirrolizidinici si comportano come agenti alchilanti nei confronti di molte molecole proteiche e nucleiche delle cellule epatiche. La somministrazione regolare di alcuni alcaloidi pirrolizidinici, quali la senkirkina o la symphytina nei ratti, per via olare, sono in grado di indurre tumori epatici. È bene precisare e sottolineare che non tutti gli alcaloidi presentano uguale tossicità: alcuni infatti, non risultano per nulla tossici,come la platiphyllina, mentre altri sono addirittura considerati potenzialmente degli antitumorali come la N-oxyndicina. Le principali piante medicinali ricche di alcaloidi pirrolizidinici sono: Burrago officinalis, Eupatorium cannabinum, Petasites officinalis, Senecio jacobaea, Senecio vulgaris, Symphytum officinalis, Tussilago farfara, Verbascum thapsus. 72 Bisogna fare molta attenzione quando si assumono tisane di queste piante: in effetti conviene farne un uso saltuario e del tutto accorto. Queste erbe non devono essere assolutamente somministrate nei seguenti casi: o in gravidanza o durante l’allattamento o ai lattanti ed ai bimbi in fase di crescita o a coloro che soffrono di epatopatie, cirrosi, ecc. Se tutti concordemente sconsigliano l’uso per via orale del Senecio vulgaris e del Symphytum officinale, in particolar modo delle radici di Symphytum officinale, con una percentuale molto più alta di alcaloidi pirrolizidinici rispetto alle foglie, molti autori non nsono così drastici riguardo agli infusi a base di infiorescenze di Tussilago farfara (Farfara o Tussilaggine) e di Tussilago petasites (Farfaraccio). Molti autori ritengono che le infiorescenze di Tussilago farfara (Farfara o Tussilaggine) e di Tussilago petasites (Farfaraccio), se usate in maniera conforme alle prescrizioni, non comportano il rischio di intossicazioni acute (Della Loggia 1993). Una tazza di infuso di queste ultime due piante contiene in media 1 ppm di alcaloidi, per cui un uso limitato e controllato non comporterebbe alcun rischio di intossicazione. Comunque, se queste due droghe compaiono al 10-20% in una tisana terapeutica, non presentano alcun rischio. Nell’estratto della monografia della Commissione E (1990) è scritto che la Tussilago farfara, somministrata per infusi, succo di pianta fresca o altre preparazioni galeniche per uso interno, per non più di 4-6 settimane l’anno è indicata nelle forme catarrali acute delle vie respiratorie superiori e nei processi flogistici lievi a carico della mucosa oro-faringea, mentre è controindicata in gravidanza e nel puerperio.

73 Piante tossiche o pericolose

Riportiamo l’elenco delle piante tossiche o pericolose che ancora oggi sono spesso usate in molte preparazioni senza tener conto delle loro controindicazioni, dei loro effetti collaterali e delle precauzioni d’uso.

Acacia farnesiana Acacia Farnesiana
Acorus calamus Calamo Aromatico
Adonis vernalis Adonide
Alchemilla alpina Alchemilla Alpina
Alchemilla vulgaris Alchemilla
Ammi visnaga Visnaga
Anagallis arvensis Anagallide
Anemone pulsatilla Pulsatilla
Anemone hepatica Epatica
Angelica archangelica Angelica
Antennaria dioica Antennaria
Areca catechu Areca o noce di Betel
Aristolochia clematitis Aristolochia
Aristolochia fanghi Aristolochia fanghi
Arnica montana flores Arnica
Artemisia absinthium Assenzio maggiore o romano
Artemisia vulgaris Artemisia
Berberis vulgaris Crespino
Borago officinalis Borragine
Buxus sempervirens Bosso
Carex arenaria Arenaria
Chelidonium majus Celidonia
Chondrus crispus Chondrus
Chrysanthemum vulgare Tanaceto
Crocus satvius Zafferano
Crotolaria retusa Crotolaria
Curcuma zedoaria Zedoaria
Cyclamen europaeum Ciclamino
Cynoglossum officinale Cinoglosso, lingua di cane
Cytisus scoparius Ginestra dei carbonai
Daphne mezereum Dafne mezereo
Daphne gnidium Dafne gnidio

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Eupatorium cannabinum Eupatoria, canapa acquatica
Hedera helix Edera
Hydrastis canadensis Idraste
Illicum religiosum Anice stellatogiapponese
Levisticum officinale Levistico
Lupinus albus Lupino
Marsdenia condurango Condurango
Mentha pulegium Menta puleggio
Myristica fragrans Noce oscata
Oxalis acetosella Acetosella
Petasites officinalis Farfaraccio
Hytolacca decandra Fitolacca
Piper betle Betel
Polygala senega Poligala
Prunus laurocerasus Lauroceraso
Pulmonaria officinalis Polmonaria
Ulsatilla vulgaris Pulsatilla vulgaris
Rubia tinctorum Robbia
Rumex acetosa Acetosa
Ruta graveolens Ruta
Sambuca nigra Sambuco
Sassafras albidum lignum Sassofrasso
Scutellaria galericulata Scutellaria
Senecio vulgaris Senecio
Solanum dulcamara Dulcamara
Sartium junceum Ginestra odorosa
Symphytum officinale Consolida
Tanacetum vulgare Tanaceto
Teucrium chamaedrys Camedrio
Tropaeolum majus Cappuccina
Tussilago farfara Farfara
Verbascum thapsus Verbasco
Vinca minor, folia Vinca minore

75 GLOSSARIO o Adattogena: sostanza o droga che aiuta a combattere lo stress e le tensioni psicofisiche. o Afrodisiaco: stimola il desiderio sessuale o Amaro o Stomachico: Stimola direttamente la mucosa gastrica ad una maggiore secrezione dei succhi digestivi, aumentando in tal modo l’appetito e le funzioni del tubo digerente. o Anafrodisiaco: calma il desiderio sessuale: è il contrario di afrodisiaco. o Analgesico: ha la capacità di attenuare o di abolire il dolore: sinonimo di antidolorifico, antalgico. o Antalgico, v. Analgesico. o Antiacido: corregge l’acidità eccessiva dello stomaco, ossia l’esagerato contenuto di acido cloridrico nel succo gastrico. o Antidiabetico: riduce il tasso di glucosio nel sangue, sinonimo di Ipoglicemizzante. o Antidiaforetico: riduce l’eccessiva sudorazione o Antidispettico: combatte la dispepsia (vedi) o Antidolorifico: v. Analgesico o Antidrotico: inibisce la secrezione del sudore, sinonimo di antidiaforetico o Antiemetico: arresta i conati di vomito, è il contrario di Emetico o Antiemorragico: combatte con un’azione vascolare o coagulante, le perdite di sangue o Antiflogistico, antinfiammatorio o Antipiretico: combatte gli stati febbrili abbassando la temperatura corporea, v. Febbrifugo o Antispasmodico o antispastico: calma o sopprime gli spasmi, rilassando i muscoli e ripristinando la funzionalità o Antitussigeno: v. Bechico o Antiurico o antiuricemico: riduce l’alto livello di acido urico nel sangue o Astringente: si dice di una sostanza che applicata sulla cute o sulle mucose contrasta l’infiammazione, diminuisce le secrezioni mucose, coagula gli essudati o Aperitivo: eccita l’appetito o Aromatizzante: additivo o sostanza che permette alla tisana o alla preparazione fitoterapica di soddisfare il gusto o l’olfatto 76 o Atipici: che non presentano i caratteri propri del tipo o Balsamico: ha azione espettorante e favorisce la risoluzione delle affezioni delle vie respiratorie o Bechico: calma la tosse o Calmante o Sedativo. Agisce sul sistema nervoso centrale provocando uno stato di calma o Cardiotonico: stimola e tonifica la funzione cardiaca provocando un aumento della forza di contrazione del cuore o Carminatvio. Riduce la formazione dei gas intestinali e ne favorisce l’eliminazione o Cataplasma: preparato ad uso topico; impacco composto di erbe amidacee e mucillaginose, racchiuse in teli, capace di modificare l’irrorazione sanguinea, il metabolismo ed il sistema nervoso locale o Catartico: lassativo energico, violento anche a dosi limitate, che provoca scariche liquide associate con dolori addominali o Caustico: revulsivo violento che provoca notevoli alterazioni della pelle, brucia i tessuti viventi con i quali viene a contato o Cicatrizzante: favorisce il processo biologico di riparazione dei tessuti e delle mucose o Colagogo: stimola ed accelera l’escrezione ed il deflusso della bile dal fegato verso l’intestino o Colecistocinetico: stimola la contrazione dello strato di fibre muscolari lisce situato nella parete della colecisti favorendo lo svuotamento della colecisti o Coleretico: stimola le cellule del fegato a produrre una maggiore quantità di bile o Compresse uso esterno: sono garze o pannolini imbibiti del succo, del decotto, del macerato o dell’infuso, e poi applicati sulla parte da trattare, lasciandoli in loco per un certo tempo o Cosmetico: serve a conservare la bellezza della pelle o Decongestionante. Arresta un eccessivo afflusso di sangue verso un organo o Deplezione: riduzione della quantità di liquido o di una sostanza presente nell’organismo o Depuratio: accelera l’eliminazione delle sostanze tossiche presenti nel sangue, attraverso i reni, la pelle, l’intestino ed i polmoni. Sono depurativi i diuretici, i coleretici, i diaforetici, gli espettoranti, i lassativi. 77 o Diaforetico: provoca ed aumenta la secrezione del sudore, sinonimo di sudorifero. o Dielettrico: si dice i materiale caratterizzato da una conducibilità elettrica molto basa e perciò usata come isolante elettrico. o Digestivo: v. Amaro. o Dipolo: sistema di due poli elettrici o magnetici di uguale carica e di segno contrario. o Dispepsia: disturbo della digestione caratterizzato da dolore, pienezza, bruciore di stomaco, eruttazione, meteorismo. o Diuretico: aumenta la diuresi, cioè il volume di urina eliminata durante un periodo di 24 ore. o Eccitante: stimola l’attività degli organi. o Ematopoietico: favorisce la formazione dei globulo rossi nel sangue. o Emetico. Sostanza che induce il vomito, è sinonimo di Vomitivo ed è il contrario di Antiemetico. o Emmenagogo. Favorisce la comparsa del flusso mestruale. o Emolliente: esercita un’azione distensiva sui tessuti tumefatti o induriti, facilitando la risoluzione dei processi infiammatori cutanei e mucosi. o Emostatico: arresta la fuoriuscita del sangue nelle emorragie o Empiastro revulsivo: preparato ad uso topico capace di suscitare da parte dell’organismo una reazione particolarmente intensa. o Empiema: raccolta di pus in una cavità interna del corpo. o Energetico.: stimola ed accresce le energie dell’organismo. o Epatoprotettore: favorisce e migliora la funzionalità epatica. o Espettorante: favorisce l’espulsione delle secrezioni catarrali dell’albero respiratori. o Estemporanea. Dal latino ex tempore, sul momento. o Eudermico: favorisce la funzionalità della pelle. o Eupeptico: v. Amaro o Febbrifugo: combatte gli stati febbrili abbassando la temperatura corporea. V. Antipiretico. o Fumigazioni: inalazioni di vapori di erbe tenute in continua ebollizione in un pentolino con acqua. o Galattofugo: diminuisce o arresta la secrezione lattea. o Galattogeno o Galattoforo: stimola ed accresce la secrezione lattea. Sinonimo di Galattogogo. o Gargarismo: soluzione di acqua e droga per la disinfezione della laringe e della gola. 78 o Idratante: apporta acqua alle pelli secche. o Impiastro: v. Cataplasma. o Inalazione: infusione di droga balsamica in acqua bollente da inspirare. o Ipertensivo: aumenta la pressione arteriosa. o Ipnotico o Ipnoinducente: favorisce la comparsa del sonno. o Ipocolesterolemico: abbassa il tasso di colesterolo nel sangue. o Ipoglicemizzante: riduce il tasso di glucosio nel sangue. V. Antidiabetico. o Ipotensivo: diminuisce la pressione arteriosa. o Irrigazione: introduzione di un liquido in una cavità del corpo. o Irritante: produce infiammazione. o Lassativo: stimola blandamente l’intestino allo svuotamento. o Lenitivo: mitiga il bruciore o il dolore: o Linimento: medicamento ad uso topico di consistenza liquida a base di olio grasso o di olio essenziale. Nella sua formulazione entrano anche alcol e glicerina. o Miorilassante: favorisce il rilassamento muscolare. o Narcotico: provoca il sonno. o Nervino: agisce sul sistema nervoso. o Nootropa: sostanza che stimola le cellule nervose. o Organolettico: proprietà che può essere rivelata ed apprezzata dai sensi, come l’odore, il sapore, il colore ecc. o Osmosi: fenomeno fisico consistente nel passaggio spontaneo di solventi fluidi attraverso membrane semipermeabili, mentre le molecole di soluto non riescono ad attraversarla. o Pettorale: calma la tosse e favorisce l’espettorazione. o Postprandiale: che segue il pranzo, che si verifica dopo un pasto. o Purgante: favorisce in modo più o meno violento l’espulsione delle feci. o Revulsivo: richiama il sangue nella sona cutanea dove è applicato, decongestionando gli organi o i tessuti sottostanti più profondi. Frizionato sulla pelle di una regione del corpo vi provoca un più o meno intenso arrossamento dovuto ad un maggiore afflusso di sangue arterioso. Sinonimo di Rubefacente. o Rimineralizzante: normalizza l’equilibrio minerale dell’organismo apportando Sali minerali ed oligoelementi. o Rinfrescante: serve ad attenuare la sete o abbassa il surriscaldamento di una parte del corpo: 79 o Risolvente: provoca la fine di un processo patologico. o Rubefacente: v. Revulsivo. o Scialagogo: incrementa la secrezione salivare. o Scialorrea o ipersalivazione: anomala secrezione delle ghiandole salivari. o Scotomi: perdita della vista in un’area imitata del campo visivo. o Sedativo nervoso: modera l’ipereccitabilità nervosa. o Spagiria: particolare tecnica di raccolta, elaborazione e preparazione dei prodotti a base di piante medicinali secondo i principi della medicina alchemica. o Spagirici: medici che si rifanno alla medicina alchemica e utilizzano le tinture, gli oli e le quintessenze spagiriche. o Spasolitico: v. Antispasmodico. o Stimolante: aumenta l’attività degli organi del corpo. o Stomachico: v. Amaro. o Stomatico: cura le malattie della bocca e del cavo orale. o Sudorifero: v. Diaforetico. o Tonico: rinforza e tonifica tutto l’organismo o le singole funzioni dei suoi organi. o Topico: sostanza che si applica localmente su una regione più o meno ristretta della pelle. o Tossifugo: v. Bechico o Vasocostrittore: determina una riduzione del calibro dei vasi sanguigni. o Vasodilatatore: provoca un aumento del calibro dei vasi sanguigni. o Vermifugo: determina l’espulsione dei vermi parassiti che infestano l’intestino. o Vescicante: sostanza o droga che per contatto o applicato sulla pelle provoca la formazione di vescicole o di bolle cutanee e sottrae sangue ai tessuti sottostanti, decongestionandoli. o Vomitivo: v. Emetico o Vulnerario: v. Cicatrizzante.

 

autore: Harry Tallarita

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